Archive for Ottobre, 2007

Un amico, un certo Ego

Da Seia si parla di stroncature, di chi se la lega al dito e poi di chi se la lega al dito, ma con ironia. In proposito Raymond Chandler, che a differenza di Philip Marlowe non sapeva stare al mondo, in una delle sue lettere scrive “Qualsiasi cosa uno faccia, gli arrivano mazzate sulla testa, e generalmente sulla parte scoperta”. Comunque, va bene Eco, va bene Stacchia, al limite va bene anche Babsi Jones, ma le parole definitive sull’argomento, secondo me, le ha pronunciate Anton Ego, l’inquietante critico gastronomico nel film più bello del 2007, cioè Ratatouille. Ah, le cinèma.

30 parole: Pescatore

Il detective in pensione,

stivali a mollo da ore,

le ciglia bruciacchiate dal sole,

maledice i pesci.

Con nostalgia ricorda i vecchi appostamenti

e gli amanti clandestini,

che abboccavano felici.

Siamo tutti gli intellettuali di qualcuno

Ho un amico che considera la lettura l’ultimo dei passatempi. Avrà un centinaio di libri, tò, centoventi, la maggior parte dei quali sulla storia della Romagna, più qualche best seller, qualche giallo che l’ho obbligato a comprare, e Hemingway al completo (chissà perchè). Preferisce la pallavolo, il restauro di vecchi mobili, andare alle feste dell’Unità d’estate, in giro per rocche e castelli d’inverno, ecc ecc. Dice “Se non ho di meglio da fare dammi pure un libro. Altrimenti sono contrario”. Tempo fa il suo vicino gli è entrato in casa per chiedere se aveva da dargli dell’aceto. Davanti alle tre mensole belle piene di volumi ha fatto un fischio ammirato.

“Non li avrai mica letti tutti?”, ha domandato.

“Be’… sì”, ha risposto il mio amico, credo vergognandosi un po’.

Il vicino ha annuito pensoso, come cercando una spiegazione per quello strano fenomeno. Ha afferrato la bottiglia di aceto per il collo, sempre con gli occhi alle mensole.

“D’altronde, tua mamma faceva la maestra elementare”, ha chiarito infine a sè stesso. E se n’è andato.

Delusione sulla spiaggia

In riva al mare

la figlia

del capitano

baciò un rospo così bello

che tutti i pirati piansero

quando si trasformò

in conchiglia.

L’orgoglioso

Dei ragazzi (insomma, ragazzi: dei trentenni abbondanti) giocano a pallone in mezzo alla strada, davanti a un pub. Sono quasi le due di un venerdì notte. La porta è lo spazio tra un bidone dell’immondizia e un palo della luce. Ce n’è uno più competitivo degli altri, non passa mai la palla. Sbam!, e prende il parafango di una macchina. Sbam!, e per poco non sfonda una vetrina. Intanto alcune ragazze uscite dal pub si sono fermate a guardare. Dopo un altro tiro spampanato, una dice alle amiche “Dai andiamo, che qui c’è poco da divertirsi”. Si allontanano sghignazzando. Il tipo senza mira tira su col naso e fa: “Quella capisce di calcio come io di mestruazioni”.

30 parole: Ultima età

Il motore sputacchia, tossisce, non parte.

L’uomo prova due, tre volte.

Seccato, si rivolge al padre.

“All’ospizio ti porto domani”.

Il vecchio tossisce, sputacchia,

sollevato di non partire.

C’è postman per te

Il mio postino ha una faccia da sicario. Barba mal rasata, sguardo che trapassa. E anche i modi, non sono del tutto normali. Gira sempre con una marlboro in bocca. Accesa. In motocicletta. Quando deve consegnare un pacco che non entra nella buca delle lettere suona il campanello, aspetta che qualcuno si faccia vivo, e con un dito guantato fa segno di averlo lasciato sul muro basso del cancello, senza dire una parola. Il cane gli abbaia contro, ma non esce dalla cuccia. L’altro giorno ero alla finestra e l’ho visto arrivare. E’ sceso dalla moto, l’ha messa sul cavalletto. Ha preso una lettera dal portapacchi, e sono andato fuori prima che suonasse. Mi ha allungato la lettera tra le sbarre del cancello. In lontananza si è sentito un tuono.

“Come mai senza sigaretta?”, gli ho chiesto.

“Sto cercando di smettere”, ha detto. “Grazie”.

“E di che?”

“Della firma per la raccomandata. Se ti sbrighi, che ormai viene a piovere”, ha detto, togliendo la biro dalla tasca del giubbotto antivento. Ho scribacchiato il mio nome, gli ho restituito la penna. Poi è risalito in moto e in silenzio l’ho guardato andarsene sotto le prime gocce, come uno che ha concluso un lavoretto pulito.

Gentleman

Tremò la mano

del romanziere:

le sparò

lontano dal cuore,

così lontano

che colpì il sedere.

Buon per la sposa

che fosse uno scrittore

di gialli rosa.

30 parole: Quando l’amore finisce

“Per sempre”, disse lui.

“Addio”, rispose lei.

Fu come trovarsi a metà strada per la luna

e sentirsi all’improvviso risucchiare dalle bretelle,

rimaste agganciate

alla porta di casa.

Un altro che conosco

Dice, anzi certifica, che le donne che sono delle diavole a letto si vedono dal naso. E’ quella la spia inequivocabile dell’attitudine al sesso. Forma e dimensioni, lunghezza, segni particolari: basta saper osservare. La complessità non esiste, è sufficiente il colpo d’occhio. Ci ha scritto sopra anche un bel po’ di rime baciate. Naso con gobba, ragazzi si sgobba è una, le altre sono decisamente sguaiate per ripeterle qui, ma hanno un loro preciso fondamento. Naso all’insù, naso appuntito, naso alla Dante, naso a patata, ecc. Le donne, le guarda dritte nel setto e sono come nude. L’unica eccezione alla teoria sarebbe costituita dai nasi rifatti. Qualunque fosse il naso originale, la donna che se l’è fatto cambiare è traviata per sempre, e va evitata con cura. Frase preferita: “Quel naso non sbaglia”.