Un amico, un certo Ego

Da Seia si parla di stroncature, di chi se la lega al dito e poi di chi se la lega al dito, ma con ironia. In proposito Raymond Chandler, che a differenza di Philip Marlowe non sapeva stare al mondo, in una delle sue lettere scrive “Qualsiasi cosa uno faccia, gli arrivano mazzate sulla testa, e generalmente sulla parte scoperta”. Comunque, va bene Eco, va bene Stacchia, al limite va bene anche Babsi Jones, ma le parole definitive sull’argomento, secondo me, le ha pronunciate Anton Ego, l’inquietante critico gastronomico nel film più bello del 2007, cioè Ratatouille. Ah, le cinèma.

4 Risposte a “Un amico, un certo Ego”

  1. Curiosa la scelta della foto per rappresentarmi :-)
    Comunque a parte la notazione geniale su Chandler che non sapeva stare al mondo, volevo dire: ma se uno non ha visto Ratatouille (ma lo farà sicuramente) come fa a conoscere le parole definitive sull’argomento???

  2. eh, bisogna andarci assolutamente. a te poi, viene utile anche come chef :-) e la foto è un chiaro omaggio alla tua eterna giovinezza :-)

  3. Giovanotto,
    per accettare le stroncature bisogna avere le spalle larghe: è per questo che il Tinozza passa dalle 6 alle 12 ore ogni giorno in palestra.

    cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  4. sante parole, Cavaliere.

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