Norman Mailer (1923-2007)

Per un bel pezzo Norman Mailer ha mantenuto un’aria da duro. Negli ultimi anni invece sembrava uno gnomo invecchiato. A me piaceva con tutte e due le espressioni. Di lui so che era un intellettuale rompiscatole, che beveva, fumava e andava a donne. So che una volta si candidò a sindaco di New York, che un’altra volta fu arrestato per aver accoltellato la moglie. E che nel ‘74 andò a Kinshasa, in Zaire, e raccontò il match di pugilato Alì-Foreman con un piglio da guerra di Troia. Ma soprattutto, è suo il primo libro che ho letto portandomelo dietro ovunque, come un cagnolino, finchè non sono arrivato alla fine. Era “Il canto del boia”, con cui vinse il Pulitzer nel 1979. Un affare di un migliaio di pagine, ma impossibile da metter giù. In un certo senso, con Mailer ho scoperto la potenza della letteratura. Perciò, caro Norman, queste undici righe te le dovevo proprio.
Novembre 12, 2007 a 9:50 pm
In effetti ci pensavo che avevi ritrovato Il canto del boia proprio quando Mailer è morto. Pensa te.
Poi mi sono dimenticata di fartelo notare.
Novembre 12, 2007 a 10:11 pm
Eh, il caos ne sa una più del diavolo.