Questo post è stato pubblicato il Novembre 16, 2007 alle 9:19 am ed è archiviato in La vita in diretta . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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e il resto del post che fine ha fatto?! in questo modo si privano i visitatori dell’immagine fantastica dell’uomo che non sa cosa sia internet ma intuita la potenzialità di google, affida le domande a foglietti che consegna ai passanti perchè soddisfino la sua curiosità. E io invece aspettavo il racconto della riconsegna delle risposte…
comunque i libri cominciano a deperire subito, come i neonati cominciano ad invecchiare immediatamente… Poi ci sono quelli che invecchiano meglio di altri, ovvio…: certi hanno 500 anni e sembrano ragazzetti, altri sono decrepiti a 5. Lo dico solo perché è il mio mestiere. I libri, intendo, non i neonati.
Trabucco, scusa l’invasione: al mio primo commento mi sono addirittura permessa un riassunto! che a pensarci un attimo, se l’avevi tolto, avrai avuto le tue ragioni…
I segni del tempo sui libri sono una meraviglia, quello che te l’eri portato in spiaggia e ci ritrovi ancora qualche granello di sabbia dentro, lo scontrino con la data della spesa fatta anni addietro, la carta d’imbarco dell’aereo che hai usato come segno ed è rimasta lì, pure le orecchie, in fondo, hanno il loro fascino. Ma il deperimento, invece, una tragedia: i miei stanno traslocando, negli anni ho abbandonato nella loro cantina molte cose, tra cui libri e riviste. Non importanti, roba del liceo o dell’università, che però mi dispiaceva buttare: si sono tutti macchiati di umidità, ahimè.
Francesco, non lo faccio più
Chiara, be’, hai ragione. Ma qual è di preciso il tuo mestiere?
Iko, avevo i miei motivi, però il tuo riassunto mi ha fatto piacere. Comunque un mio amico nei libri ci infila i biglietti dei concerti, a casaccio. Certo che se poi uno non si ricorda dove stanno, non è come averli persi? Mah. La mia posizione sui segni del tempo nei libri è variegata: pagine ingiallite sì, orecchie no, macchie umidità sq
Avevo letto il post ma poi non avevo commentato, anche perchè ho pensato che fosse felicemente autoconclusivo.
Che bella questa cosa del libro vissuto.
A me piace da matti leggere, a distanza di tempo, le scritte a matita di commento o le impressioni che avevo lasciato anni prima.
freccia, a me piacciono i libri vissuti da altri che trovo nei mercatini. sui miei, invece, non c’è un segno.
chiara, non so nulla del restauro dei libri, ma è un lavoro che mi suona interessante.
per me la cosa più bella del restauro dei libri è proprio trovarci i segni delle vite degli altri. Ormai dovrei esserci abituata e invece mi emoziono ogni volta, e un po’ mi perdo a immaginare cose successe secoli fa e di cui io oggi vedo, tocco, annuso le tracce. Oggi ho trovato un seme. Il libro ha 480 anni. Il seme chissà…
io, da questi commenti, se non vi spiace, mi sa che ci faccio un post (con tanto di citazione della fonte dell’idea, se vien fuori davvero)
che poi un post tratto da quel che resta di un post mi sembra una bella cosa
Pensa al proprietario dei Baci Perugina: tutti quei messaggi affidati ai cioccolatini e lei, quella che lui amò alla follia senza esserne mai corrisposto, è allergica al cacao.
durante un trasloco avevo perso un libro, il numero due di una trilogia.
poi ne ho trovata una copia nelle bancarelle dell’usato.
comunque anche i bit si deteriorano, accade a tutto, si chiama entropia. un libro antico deve essere mantenuto in condizioni particolari, però non può essere consultato.
Novembre 18, 2007 a 12:53 am
e il resto del post che fine ha fatto?! in questo modo si privano i visitatori dell’immagine fantastica dell’uomo che non sa cosa sia internet ma intuita la potenzialità di google, affida le domande a foglietti che consegna ai passanti perchè soddisfino la sua curiosità. E io invece aspettavo il racconto della riconsegna delle risposte…
Novembre 18, 2007 a 9:10 am
iko, chiedo scusa, mi sono presi i cinque minuti. però, il post adesso non c’è più, ma c’è il tuo riassunto
Novembre 18, 2007 a 10:46 am
Il bignami di un post… solo te
Novembre 18, 2007 a 11:48 am
sono un uomo succinto
Novembre 18, 2007 a 3:34 pm
te lo dico anche qui, a me piaceva molto
(fortuna che c’è iko)
Novembre 18, 2007 a 5:29 pm
comunque i libri cominciano a deperire subito, come i neonati cominciano ad invecchiare immediatamente… Poi ci sono quelli che invecchiano meglio di altri, ovvio…: certi hanno 500 anni e sembrano ragazzetti, altri sono decrepiti a 5. Lo dico solo perché è il mio mestiere. I libri, intendo, non i neonati.
Novembre 18, 2007 a 5:52 pm
Trabucco, scusa l’invasione: al mio primo commento mi sono addirittura permessa un riassunto! che a pensarci un attimo, se l’avevi tolto, avrai avuto le tue ragioni…
I segni del tempo sui libri sono una meraviglia, quello che te l’eri portato in spiaggia e ci ritrovi ancora qualche granello di sabbia dentro, lo scontrino con la data della spesa fatta anni addietro, la carta d’imbarco dell’aereo che hai usato come segno ed è rimasta lì, pure le orecchie, in fondo, hanno il loro fascino. Ma il deperimento, invece, una tragedia: i miei stanno traslocando, negli anni ho abbandonato nella loro cantina molte cose, tra cui libri e riviste. Non importanti, roba del liceo o dell’università, che però mi dispiaceva buttare: si sono tutti macchiati di umidità, ahimè.
Novembre 18, 2007 a 7:51 pm
Francesco, non lo faccio più
Chiara, be’, hai ragione. Ma qual è di preciso il tuo mestiere?
Iko, avevo i miei motivi, però il tuo riassunto mi ha fatto piacere. Comunque un mio amico nei libri ci infila i biglietti dei concerti, a casaccio. Certo che se poi uno non si ricorda dove stanno, non è come averli persi? Mah. La mia posizione sui segni del tempo nei libri è variegata: pagine ingiallite sì, orecchie no, macchie umidità sq
Novembre 19, 2007 a 8:52 am
Avevo letto il post ma poi non avevo commentato, anche perchè ho pensato che fosse felicemente autoconclusivo.
Che bella questa cosa del libro vissuto.
A me piace da matti leggere, a distanza di tempo, le scritte a matita di commento o le impressioni che avevo lasciato anni prima.
Novembre 19, 2007 a 9:36 am
li restauro, i libri
Novembre 19, 2007 a 2:38 pm
freccia, a me piacciono i libri vissuti da altri che trovo nei mercatini. sui miei, invece, non c’è un segno.
chiara, non so nulla del restauro dei libri, ma è un lavoro che mi suona interessante.
Novembre 19, 2007 a 7:02 pm
per me la cosa più bella del restauro dei libri è proprio trovarci i segni delle vite degli altri. Ormai dovrei esserci abituata e invece mi emoziono ogni volta, e un po’ mi perdo a immaginare cose successe secoli fa e di cui io oggi vedo, tocco, annuso le tracce. Oggi ho trovato un seme. Il libro ha 480 anni. Il seme chissà…
Novembre 19, 2007 a 7:25 pm
ripeto, bel lavoro. a me nei vecchi libri piace trovare le dediche, e mi faccio i film su mittente e destinatario.
Novembre 21, 2007 a 10:34 pm
io, da questi commenti, se non vi spiace, mi sa che ci faccio un post (con tanto di citazione della fonte dell’idea, se vien fuori davvero)
che poi un post tratto da quel che resta di un post mi sembra una bella cosa
Novembre 21, 2007 a 11:43 pm
sono d’accordo
Novembre 24, 2007 a 7:27 pm
[...] (questo post nasce da quel che resta di un altro post) [...]
Novembre 26, 2007 a 6:11 pm
Pensa al proprietario dei Baci Perugina: tutti quei messaggi affidati ai cioccolatini e lei, quella che lui amò alla follia senza esserne mai corrisposto, è allergica al cacao.
Novembre 26, 2007 a 6:29 pm
Però, anche lui, poteva informarsi prima.
Novembre 26, 2007 a 8:39 pm
pardon! avevo infilato il commento nel blog sbagliato (trattavasi di 8e49 che ti citava)
Però rileggendo il post:
Il bello dei libri per fortuna non puzzano, scivolano via dalla memoria. I post, invece, potrebbero stare qui a rinfacciarci qualcosa in eterno.
Novembre 26, 2007 a 9:00 pm
Ma c’è sempre l’opzione “cancella il blog”.
Novembre 26, 2007 a 11:25 pm
durante un trasloco avevo perso un libro, il numero due di una trilogia.
poi ne ho trovata una copia nelle bancarelle dell’usato.
comunque anche i bit si deteriorano, accade a tutto, si chiama entropia. un libro antico deve essere mantenuto in condizioni particolari, però non può essere consultato.