Convenienze

C’è questo tizio che vuole convincermi a cambiare banca. Mi telefona tre o quattro volte, giura che le sue condizioni sono imbattibili, insiste. Di andare in sede non ho voglia, allora prende e un pomeriggio passa da me. Stretta di mano, si guarda intorno, bel pavimento, diamoci del tu. Apre la ventiquattrore, tira fuori le carte e comincia a leggermi le opzioni: conto 0 (zero spese), conto X (ics spese), conto Y (una via di mezzo). Non do segni di essere persuaso. Va avanti per un po’, mi parla di interessi, fondi d’investimento, prima di calare l’asso. “Se vieni con noi, ti regalo una carta di credito normale e una prepagata”, dice. “A cosa mi serve una carta prepagata?”, gli chiedo. Fa una faccia pensosa, come se stesse scegliendo tra un mucchio di buoni motivi. Poi risponde. “Hai presente, quando uno ha la morosa all’Est? Tipo in Cecoslovacchia, Romania. Una volta ti toccava andare là tutte le volte a portargli le calze, le bistecche, quello che serviva. Adesso spedisci la carta, lei ti dà un colpo di telefono, dice ascolta, mi carichi 500 euro che ho bisogno? E hai risolto”. “Non ho una morosa all’Est”, rivelo. Mi posa una mano sull’avambraccio, lo stringe complice. “Metti la carta in un cassetto. Non si sa mai”.

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