Una volta qui era tutta campagna

A una cinquantina di metri, sulla sinistra, sono nati due gemelli. Quando piangono sembrano gatti in calore. Cento metri a destra invece, è venuto ad abitare uno che somiglia a un santone, e anche se mi hanno detto che non lo è deve avere dell’ascendente, perchè intorno a casa ha un guazzabuglio di macchine quasi tutte le sere. In più è sparita la scritta Vendesi dalla villetta di fronte.

Non sono lontani in giorni in cui da queste parti un misantropo poteva crepare di solitudine. Adesso, c’è tutto un fervore. Mi sento un po’ come un dopoguerra.

9 Risposte a “Una volta qui era tutta campagna”

  1. Perché leggo i tuoi post sempre due volte?
    a. Perché sono scritti malissimo
    b. Perché non ci arrivo al primo colpo
    c.

    È la “c” ovviamente. Che lascio in bianco per non fare il ruffiano. Extra: il paragone coi gatti in calore. Molto più denso di quel che appare.

  2. Eh, Matteo, se era a. una volta basta e avanzava :-) e comunque grazie.

  3. Io mi son sentito spesso in guerra, ma dopoguerra mai. Com’è esattamente?

  4. dalle mie parti adesso è tutto pieno di rotonde. meglio il santone con l’ascendente secondo me.

  5. Splendid: come guardare il mondo da un oblò, è ovvio.
    Sid: io le rotonde non le capisco, che per andare dritto devo fare una curva.

  6. io invece ho un dubbio: ma il misantropo, nella solitudine, non ci si dovrebbe pascere, piuttosto che creparne?
    (e comunque, con ’sto fervore, signora mia, non è cosa, certo no)

  7. eh appunto, si stava talmente soli che era troppo anche per illo misantropo :-)

  8. Io, dieci, quindici anni fa, se mi affacciavo dalla finestra della mia camera vedevo grano (e grano e grano…). Adesso ci sono delle precisissime villette a schiera… Era meglio il grano ondeggiante! Ma tant’è.

    ps. …proprio bello qui!

  9. A dire la verità, io alla natura ci guardo poco. Mi basta avere la vista libera, anche sul nulla :-)

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