30 parole: Gran finale
Aveva mani svelte, e seppe usarle.
Suonò il pianoforte,
operò da chirurgo,
barò a poker.
Ricercato, fuggì in autostop.
Nessuno lo vide più,
svanì nell’aria,
come un’ombra cinese.
Aveva mani svelte, e seppe usarle.
Suonò il pianoforte,
operò da chirurgo,
barò a poker.
Ricercato, fuggì in autostop.
Nessuno lo vide più,
svanì nell’aria,
come un’ombra cinese.
settembre 18, 2009 a 9:00 am
Sembra la trama di “Jarod, il camaleonte”
settembre 18, 2009 a 9:37 am
Sembra autobiografico.
settembre 18, 2009 a 9:45 am
Sembra bello
settembre 18, 2009 a 9:56 am
usale bene, le tue dita, ché noi si resti orfani di questo splendido esercizio per qualcosa di bello
grazie
settembre 18, 2009 a 10:10 am
Beh, allora giusto oggi un brindisi ai 30 parole, anche a quelli che non sono finiti qui
(ne ho appena trovato un altro che meritava, accidenti)
settembre 18, 2009 a 4:34 pm
mi vien da dire “gioco di mano, gioco da villano”…non so perchè!
settembre 18, 2009 a 5:13 pm
grassetto: non conosco sto tizio.
seia: cin cin
e per il resto, sono contento che c’è chi si è divertito con i 30 parole, ma sono proprio finiti. troverò qualcos’altro (oppure no)
settembre 18, 2009 a 8:03 pm
http://it.wikipedia.org/wiki/Jarod_il_camaleonte
settembre 22, 2009 a 5:49 pm
hei, mani svelte, fai davvero o fai apposta?
si chiude?
settembre 22, 2009 a 7:21 pm
a me dispiace, ma confido che trovi qualcos’altro