Ieri, nel primo pomeriggio, ho ricevuto una curiosa telefonata. Ero solo in casa, e un disco di Kiki Dee girava nello stereo. Un gran bel disco, fra parentesi. Ho risposto senza tanta voglia.
Trabucco: “Pronto?”
Donna: “Sei tu Giancarlo?”
“Mi dispiace, ha sbagliato numero”.
“Come? Non sei Giancarlo?”
“No. Sono Alberto. Chi cerca?”
“Volevo parlare con M.G.”.
“Non è in casa, anche se in effetti abita qui. Ma non insieme a Giancarlo”.
“Ma se sono sposati. Comunque lei non è il marito”.
“E’ vero, non siamo sposati. Ma le assicuro che Giancarlo qui non ci ha mai messo piede. Deve trattarsi di un caso di omonimia. Lei invece chi è?”
“Sono B. Questo non è il …54321?”
“Sì”.
“C’è qualcosa che non quadra”.
“Lo credo bene. Posso chiederle da quanto tempo non vede M.G.? Una dozzina d’anni? Quindici?”
“Eh eh. Le ho parlato ieri sera. E anche altre volte”.
“A questo numero”.
“Sì”.
“Temo che non sia possibile”.
“Oh, allora mi scusi”.
“Non fa niente”.
“Però senta, è la mia parola contro la sua. Adesso chiamo M.G. al cellulare e vediamo”.
“Be’, mi faccia sapere. Il numero lo conosce”.
“Sì. Arrivederci”.
“La saluto”.
Non l’ho più sentita.