Squisito
Scesi i prezzi sotto i 100 euro, mi sono comprato anch’io un ereader. Non il Kindle, un altro, per fare un po’ il diverso. Finora ho letto delle novelle di Verga, La versione di Vasco, La fattoria degli animali di Orwell e il romanzo-verità Il teppista di Giorgio Specchia. In attesa ci sono La casa d’inferno di Richard Matheson, Black city di Victor Gischler e Il sarto di Ulm di Lucio Magri. Una cosa buona dell’ereader è che si regge con una mano sola, e avendone due in tutto l’altra può servire a fumare, sorseggiare un nocino, grattare le orecchie della gatta, eccetera. Una cosa cattiva è che per poter dire di aver completato una pagina, con lo schermo piccolo come un taccuino, bisogna averne cambiate quattro o cinque, e per un impaziente come me non è una rottura da poco. Però il display è nitido, la luce non sbatte e la lettura va via liscia. In confronto al libro di carta, mi risulta pressochè impossibile ritrovare una frase o un concetto che mi avevano colpito. Per le mie capacità di orientamento, l’ebook è una strada a senso unico. Ho usato una volta l’opzione cambia font, ma non mi sembrava più lo stesso libro e ho ripristinato subito il default. Non sono pronto a tutte le rivoluzioni. Va comunque detto, senza ironia, che accumulare libri e non doverli spolverare nemmeno per le feste comandate è un lusso. In più, l’odore della plastica è squisito.
gennaio 24, 2012 a 11:07 pm
Sappi che se mai lo comprerò, la reason why saranno le tue ultime sette parole.
gennaio 25, 2012 a 1:52 pm
Potrei aver mentito.
febbraio 10, 2012 a 2:03 pm
Ma l’odore della carta lo è ancor di piú
Massi
febbraio 10, 2012 a 3:29 pm
Questa è retroguardia olfattiva (e comunque niente batte l’odore della polvere di caffè e del vinavil).