Non so
Non so nuotare. A sette anni andai a una lezione di nuoto, al mare, ma non mi piacque e non ci tornai più (va bene, al ritorno salii sul pullman sbagliato, il capolinea era in un’altra città, ero spaventato a morte e cominciai a pensare a cosa avrebbe fatto il bambino di un film, e gesticolando fermai una macchina, il tizio al volante diede un gettone del telefono alla donna che aveva accanto e la donna lo diede a me, entrai in un bar e chiamai casa e poi aspettai che mi venissero a prendere seduto sul marciapiede, ai margini di una piazza che ai miei occhi non sembrava una piazza ma tutta la Cina, e insomma non so nuotare ma ho i miei buoni motivi).
Non so trovare le cose. Dall’ago nel pagliaio alla proboscide in faccia a un elefante, che potrei facilmente scambiare per uno scherzo della natura, passando per le vie intermedie. Pare che faccia apposta, e la gente poi si irrita, ma non è così. L’ultima volta si trattava di una cesta di plastica piena di astucci. “Mi prendi la cesta bianca?”, è stata la domanda. Io vedevo solo gli astucci. Boh, sarà una sindrome.
Non so insultare due volte di fila, specie quando lo faccio con ragione e il primo insulto mi è venuto bene. Se dopo la botta arriva una risposta abbandono la partita. Mi piace avere l’ultima parola, ma solo quando me la concedono per manifesta superiorità.
Non so ridere sotto i baffi.
Non so mai chi è l’assassino. Ma una volta ho smascherato un innocente.
marzo 14, 2012 a 10:27 am
(Di mio potrei aggiungere: Non sono una signora)
marzo 14, 2012 a 5:10 pm
Il contrario mi avrebbe inquietato.
marzo 14, 2012 a 7:27 pm
“Signora: una sono non”?
marzo 14, 2012 a 7:52 pm
Io non so… perché non scrivi di più
marzo 15, 2012 a 8:21 am
Mauro: esatto
Seia: perchè non so… cosa scrivere (diciamo)
marzo 15, 2012 a 8:45 am
Forse sarebbe meglio “O signora, una non son” e poi giù una risposta orchestrale alla Puccini.
Per quanto riguarda la tua risposta criptico/criptata a Seia, sono d’accordo (mi sa che ho la febbre) con lei: scrivi di più! Se adesso che non sai cosa scrivere scrivi ‘ste cose qui (il gioco di parole è voluto, ehm…), pensa se ti metti a scrivere per scrivere che cosa potresti scrivere. Eh! Scrivi senza sapere cosa scrivere (diciamo), no? Oppure sappilo però non dirtelo, che se no ti blocchi.
marzo 20, 2012 a 8:56 am
Una volta, cercando pezzi di Lambretta al recupero (ma forse da te si chiama sfasciacarrozze), un signore che non trovava la vite giusta in una cesta senza fondo disse sconsolato: “Ma qui è come cercare un pesce fuor d’acqua!”.
Risposi: “Già, e noi ci sentiamo come aghi in un pagliaio”.
Scusa per il raccontino bartezzaghiano: me l’ha ispirato il tuo ago nel pagliaio con cesta.
marzo 20, 2012 a 8:11 pm
Se sapessi dipingere farei una natura morta dal titolo ago nel pagliaio con cesta. Ma non so. (comunque sì, qua si chiama sfasciacarrozze, che mi è sempre parso un nome poco appropriato per uno che ti aiuta a rimettere in sesto la tua auto).
aprile 16, 2012 a 2:38 pm
Io ho la stessa sindrome e posso scommetterci quel che vuoi che anch’io in quel caso avrei visto solo gli astucci. C’è da dire che non mi aiutano quando mi fanno richieste tipo “mi prendi quell’affare che sta nella cosa?”, il che succede più spesso di quanto si pensi.
In ogni caso volevo dire che sono d’accordo con Seia e Mauro, e che vorrei sapere dipingere anch’io solo per quel titolo lì.
@matteo posso citare in giro il tuo aneddoto?
aprile 17, 2012 a 7:36 am
Non ti preoccupare, col tempo andrà peggio (e comunque grazie).