Il rock ti dà lo shock
Oh be’, sono andato a vedere Shine a light, il film di Scorsese sui Rolling Stones. Già il trailer prometteva, però mi dicevo, è facile tenere la botta per tre minuti, voglio vedere come ti riduci dopo due ore di concerto. Alla fine ero più stanco io, che per tutto il tempo avevo battuto il ritmo col piede e seminato riff in poltrona tra il pollice e l’indice (sono uno, va detto, che se parla al telefono e intanto accavalla una gamba gli viene il fiato corto). Invece, questi Stones, chi li ferma? Charlie Watts era il solito smagliante fantasma dietro la batteria, Ron Wood e Keith Richards sembravano i chitarristi di San Quintino; e Mick Jagger, sarà anche nonno, sarà un paraculo, ma bisogna essere capaci, a essere nonni paraculi e Mick Jagger contemporaneamente. E poi, tra un pugno di canzoni e l’altro, c’erano i vecchi spezzoni di interviste, da cui si capiva bene che rockstar si nasce (a Keith Richards: “Qual è l’ultima cosa che fai prima di salire sul palco?” “Mi sveglio”). Voto 8+
ps. Dopo un tale spettacolo, fuori dal cinema mi sentivo così ribelle senza causa che ho attraversato le strisce pedonali col rosso (con calma eh, che non arrivava nessuno).
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