“Come ti sembra quella?” “Non più di primo pelo, però niente male”. “Sono d’accordo”. “Ma secondo te, quando si comincia a dire di una che non è più di primo pelo?” “Non lo so. Verso i trentacinque?” “Hmm. Facciamo quaranta?” “Anche. Comunque si balla intorno a quelle mattonelle”. “Giusto. Trentacinque, quaranta”. “Quindi una di trenta è di primo pelo?” “Grosso modo”. “Guardate che il primo pelo non esiste”. “Ah no?” “No. La giovinezza non ha bisogno di giustificazioni. Avete mai sentito dire di una che è di primo pelo?” “In effetti”. “Come i grandi calciatori. Quando sono giovani li guardi incantato, e dopo dici però, ha ancora classe. Molto triste”. “Già”. “Certo che a parlare di donne e sport, siamo proprio il cliché del maschio”. “Tu sei matto. Questo è esistenzialismo”.
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La citation
Posted in Cinema, La vita in diretta on Novembre 4, 2009 by trabuccoA scuola è arrivata una ragazza dalla Francia, per un tirocinio di quindici giorni. Una sorta di Erasmus per future maestre. Io non conosco il francese, lei non sa una parola di italiano, e anche a gesti non mi pare che ci si intenda come il chiodo e l’alpinista, ma tant’è. Come prima cosa, ha fatto sentire ai bambini i nomi dei giorni della settimana nella sua lingua. Sempre meglio rompere il ghiaccio con un esercizio facile. Ha cominciato, scandendo morbidamente: Lundi, mardi, mercredi, jeudi, vendredi, samedi e… “Vivement dimanche!“, ho detto io. Mi ha guardato come uno che vuol fare lo spiritoso. “Ehm, Truffaut”, ho spiegato. “Oh, d’accord”, mi ha risposto. E’ stato un duro inizio.
You can call me Giancarlo
Posted in La vita in diretta on Ottobre 28, 2009 by trabuccoIeri, nel primo pomeriggio, ho ricevuto una curiosa telefonata. Ero solo in casa, e un disco di Kiki Dee girava nello stereo. Un gran bel disco, fra parentesi. Ho risposto senza tanta voglia.
Trabucco: “Pronto?”
Donna: “Sei tu Giancarlo?”
“Mi dispiace, ha sbagliato numero”.
“Come? Non sei Giancarlo?”
“No. Sono Alberto. Chi cerca?”
“Volevo parlare con M.G.”.
“Non è in casa, anche se in effetti abita qui. Ma non insieme a Giancarlo”.
“Ma se sono sposati. Comunque lei non è il marito”.
“E’ vero, non siamo sposati. Ma le assicuro che Giancarlo qui non ci ha mai messo piede. Deve trattarsi di un caso di omonimia. Lei invece chi è?”
“Sono B. Questo non è il …54321?”
“Sì”.
“C’è qualcosa che non quadra”.
“Lo credo bene. Posso chiederle da quanto tempo non vede M.G.? Una dozzina d’anni? Quindici?”
“Eh eh. Le ho parlato ieri sera. E anche altre volte”.
“A questo numero”.
“Sì”.
“Temo che non sia possibile”.
“Oh, allora mi scusi”.
“Non fa niente”.
“Però senta, è la mia parola contro la sua. Adesso chiamo M.G. al cellulare e vediamo”.
“Be’, mi faccia sapere. Il numero lo conosce”.
“Sì. Arrivederci”.
“La saluto”.
Non l’ho più sentita.
L’inserzione
Posted in La vita in diretta, Scrittori on Ottobre 7, 2009 by trabuccoTRABUCCO (via mail): Buongiorno, ho letto l’inserzione per la vendita del libro (mettiamo Il grande Gatsby) di (mettiamo Achille Campanile). Dev’esserci un errore. Si tratta del romanzo di (mettiamo Francis Scott Fitzgerald)? Nel caso, vorrei acquistarlo. Grazie.
VENDITORE: Salve, il libro è disponibile. Pagamento con postepay, paypal o bonifico bancario. Costo totale 6 euro. Per altre notizie, leggere attentamente l’inserzione.
T.: Il pagamento con paypal va benissimo. Vorrei solo essere sicuro che si tratta di (Il grande Gatsby) di (F. S. Fitzgerald) e non di un libro di (Achille Campanile).
V.: Chiedo scusa, ma se nell’inserzione c’è scritto che l’autore di (Il grande Gatsby) è (Achille Campanile) come può diventare un’altra persona? Allora non se ne fa niente. Grazie lo stesso.
T.: Chiedo scusa anch’io, ma il romanzo (Il grande Gatsby) è di (F.S. Fitzgerald), e non (Achille Campanile). Perciò, o è sbagliato il titolo, e allora non mi interessa, o è sbagliato l’autore, e allora mi interessa. Saluti.
V.: Chiedo più scuse di prima. Sono andato a prendere il libro, e mi sono accorto che del nome (Achille Campanile) non c’è traccia sulla copertina. Evidentemente quando ho fatto l’inserzione ho confuso i due autori. Il pagamento con paypal è ok.
Forse cercavo
Posted in La vita in diretta, Scrittori on Settembre 24, 2009 by trabuccoSono da tempo a caccia di un vecchio Omnibus Mondadori dedicato a Ed McBain, e ogni tanto lo scrivo su Google. Anche stamattina ci ho provato: “McBain Corpo a corpo con la mala”. La risposta è stata, Forse cercavi “McBain Corpo a corpo con la mela”.
ps. Non è la prima volta che Google mi dà dei problemi con McBain.
Gli indimenticabili
Posted in La vita in diretta on Settembre 8, 2009 by trabuccoSono sicuro che tra qualche anno ci chiederemo l’un l’altro, ma tu cosa facevi quando hai saputo che era morto Mike Bongiorno? Come gli americani per Kennedy. (Io, lo dico subito, stavo inutilmente cercando di caricare uno Zippo a gas).

Nemmeno gli epistolari
Posted in La vita in diretta, Scrittori on Agosto 4, 2009 by trabuccoNelle mie due librerie lo spazio per gialli, thriller e simili è ormai esaurito. Stesso andazzo, o quasi, tra gli scaffali della letteratura americana, e in quelli dove tengo gli Adelphi e i Feltrinelli (che secondo me stonano separati). I volumetti non più alti dei Sellerio avanzano lentamente, quindi non ho motivo di preoccuparmi, almeno per ora. Quanto ai romanzi di scrittori italiani ed europei, ci si può allargare, ma cum grano salis. Alla canna del gas anche l’area Stephen King, che però non mi dà più le emozioni di una volta, e compro di rado. C’è invece posto all’estrema sinistra della libreria grande per le pubblicazioni di argomento musicale e sportivo, e più in alto per la saggistica in generale. Ovviamente, i soldi in tasca sono quel che sono. Perciò, volendo riequilibrare le cose e dare simmetria all’insieme, per un po’ sarebbe il caso che leggessi saggi di una certa consistenza, oppure agili biografie di campioni dello sport e/o compositori. Anche il contrario andrebbe bene, e in edizione economica ancora meglio. Non butto via nemmeno gli epistolari.
Renne
Posted in La vita in diretta on Luglio 15, 2009 by trabuccoNon ero mai stato all’Ikea. Il negozio più vicino era a un’ora abbondante di macchina. Troppo. Ma da un paio di mesi ne hanno aperto un altro, il viaggio si è ridotto della metà, ce l’ho potuta fare. L’Ikea è tipo il Mercatone Uno, ma più grande e con cose decisamente più belle e varie, anche nei colori. Uno dei lati positivi è che ho trovato tutto quel che cercavo, più qualche carabattola supplementare. Un paio di acquisti li ho sbagliati, ma perchè non ho memoria di quel che mi serve, non per difetto del prodotto, e me ne sono accorto solo a casa. Le commesse che ho fermato sono state molto gentili, a cominciare da quella che ha detto Mi segua ed è partita come un bersagliere verso l’uscita, quando mi sono perso nei dintorni della zona tappeti. All’Ikea hanno anche delle piccole cassette di sicurezza, e una guardia giurata che ti spiega come usarle, quindi c’è pure una certa atmosfera noir. Inoltre, i posacenere davanti all’ingresso sono all’ombra, e uno può fumare senza bisogno di mettersi gli occhiali da sole. L’unico lato negativo è stato che, al contrario di quanto mi aspettavo, nel ristorante non davano da mangiare le polpette di renna.
Alien
Posted in La vita in diretta, Suonatori on Luglio 9, 2009 by trabuccoIo non lo so, la deriva di questi tempi, fin dove potrà arrivare. Ma Enrico Ruggeri che intervista in televisione la donna rapita dagli Ufo, beh, mi è sembrato un buon parametro.
Consommè
Posted in La vita in diretta on Luglio 2, 2009 by trabuccoE nella città romantica se mai dicono ce ne sia una al mondo, in sei giorni non ho visto nessuno baciarsi per strada. E il Quartiere Latino è pieno di ristoranti e brasserie, e invece dove alloggiavo io a Montparnasse era pieno di farmacie e pompe funebri. E da Hermè ti sembra di stare in una gioielleria, e le commesse in guanti bianchi mettono soggezione, e per avere un pasticcino regale bisogna mettersi in fila come al Louvre. E se chiedi indicazioni, i parigini danno risposte mute con un cenno del pollice e una faccia da coltello, oppure non ne danno. E una mattina c’era una manifestazione della Cgil francese, con bandiere rosse a tutto spiano e un oratore instancabile, e si teneva in Rue des Invalides, e mi sono domandato perchè dovevano farla proprio a quell’indirizzo sibillino. E ho scoperto che la vecchia Chrissie Hynde tira ancora schitarrate come un diavolo, sebbene in menopausa. E davanti alla tomba di Truffaut, nel cimitero di Montmartre, infilato nella terra di un piccolo vaso come un fazzoletto nel taschino, c’era un biglietto. Scritto in francese, però la traduzione era semplice: “Non ho adorato i vostri film. Ma ho adorato la vostra vita. Buona giornata Francois Truffaut”.