Archivio per la Categoria La vita in diretta

(I never can say) Goodbye

Posted in La vita in diretta on Giugno 25, 2009 by trabucco

Non sono fatto per gli addii. Una volta il lavoro mi porta di qua, una volta di là, non metto mai radici e alla fine trovare le parole per andarsene è complicato. Poi le persone, quando le vedi tutti i giorni, anche non volendo ti ci affezioni. Quest’anno c’era la bionda, con gli occhiali da zitella, che aveva sempre l’aria sorpresa di una che si è svegliata cadendo dal letto; e l’altra, più giovane e carina, forse più felice, ma magari le apparenze ingannavano. Comunque, mi sono trovato bene con tutte e due. L’ultimo giorno non ho detto niente, non so se mi è venuto fuori un sorriso da ladro gentiluomo o soltanto una smorfia strana, che non avranno capito. Sono uscito così, un po’ vigliaccamente, e mentre mettevo in moto la Vespa mi chiedevo, l’anno prossimo, chissà in quale edicola mi fermerò a prendere il giornale.

Verba volant

Posted in Colore locale, La vita in diretta on Giugno 21, 2009 by trabucco

Ieri sera, per la strada, sulla maglietta di un tizio c’era scritto LIBERTE’. EGALITE’. JET PRIVE’.

Una volta qui era tutta campagna

Posted in La vita in diretta on Maggio 15, 2009 by trabucco

A una cinquantina di metri, sulla sinistra, sono nati due gemelli. Quando piangono sembrano gatti in calore. Cento metri a destra invece, è venuto ad abitare uno che somiglia a un santone, e anche se mi hanno detto che non lo è deve avere dell’ascendente, perchè intorno a casa ha un guazzabuglio di macchine quasi tutte le sere. In più è sparita la scritta Vendesi dalla villetta di fronte.

Non sono lontani in giorni in cui da queste parti un misantropo poteva crepare di solitudine. Adesso, c’è tutto un fervore. Mi sento un po’ come un dopoguerra.

Ansia da prestazione

Posted in La vita in diretta, Ti ricordi? on Aprile 7, 2009 by trabucco

Quand’ero un bambino, e anche un po’ più in là, la regina delle raccomandazioni di mia madre era “Bada di avere sempre addosso delle mutande pulite. Se ti succede qualcosa e devi andare all’ospedale, che figura ci faccio?” Davanti ai miei occhi si aprivano scenari inquietanti ma in fondo astratti, perciò non discutevo. Com’è come non è, all’ospedale da degente non ci sono mai entrato per tutti quegli anni, però la raccomandazione, anzi il precetto mi è rimasto ben scolpito. Così, quando qualche settimana fa ho dovuto sottopormi a un piccolo intervento ambulatoriale in zona nuca, gli slip li ho tirati fuori nuovi di pacca ancora dentro al cellophane. E’ vero che nessuno li ha visti, ma mia madre aveva ragione, mi sono sentito molto più tranquillo.

Tardo

Posted in Cinema, La vita in diretta on Marzo 17, 2009 by trabucco

Sabato, verso le cinque del pomeriggio, mi trovavo nell’atrio di una multisala. A quell’ora non c’era un’anima viva, soltanto gli attori dei film nei cartelloni. Ho dato un’occhiata, anche se sapevo già cosa volevo vedere, e mi sono avvicinato alla cassa. Mentre facevo il biglietto ho sentito gridare dietro di me: “Ehi, ciao fratello!” Mi sono voltato e per due secondi mi sono chiesto, “Ma chi è questa che mi chiama fratello, con la voce di mia sorella?” Poi l’ho riconosciuta.

Dalì a là

Posted in La vita in diretta on Gennaio 27, 2009 by trabucco

Quello che segue è un frammento del dialogo surreale che ho avuto la settimana scorsa con il call center di una nota azienda di corrieri espresso. Dopo l’ultima osservazione dell’operatrice mi sono sentito anche in colpa.

Io: “Buongiorno. Stamattina un vostro corriere mi ha lasciato l’avviso di mancata consegna di un pacco. Possiamo metterci d’accordo per un’altro passaggio?”

Call Center: “Certo, mi dica”.

Io: “Ecco, domani sarei in casa tutto il pomeriggio”.

CC: “Ah no, guardi, l’incaricato può passare dalla mattina alla sera”.

Io: “Come, a sorpresa?”

CC: “Dipende dai giri che deve fare”.

Io: “Sì, ma io lavoro, non è che posso farmi trovare 24 ore su 24″.

CC: “Allora perchè si fa spedire le cose?”

Pubblicità ingannevole

Posted in La vita in diretta on Gennaio 17, 2009 by trabucco

L’altro giorno, in macchina, ho sentito una strana pubblicità alla radio. Era la pubblicità di una pasticceria. Una voce suadente, tipo Baricco ma da donna, parlava di tutto il bendidio che si poteva comprare in questa pasticceria. Faceva anche nomi di dolci che non conoscevo, ma che suonavano miracolosi, insomma sembrava un posto di un altro mondo. Poi, lo slogan finale, era Sconti del 20% per dipendenti pubblici e forze dell’ordine.

Il meglio del duemilanove

Posted in Colore locale, La vita in diretta on Gennaio 2, 2009 by trabucco

L’ultima sera dell’anno, al ristorante, c’era una coppia di mezza età vicino al mio tavolo. Lei già verso le undici non teneva più gli occhi aperti; lui se n’era accorto, ma le parlava lo stesso, provava a tenerla su. Dopo il brindisi di mezzanotte, i musicisti che fino a quel punto avevano suonato musiche di sottofondo hanno cominciato a fare dei pezzi di rhythm and blues, belli sparati. Lui, seduto, con il tovagliolo ancora sulle gambe, si è messo a mimare gli assoli di chitarra. Ciondolava il capo, con le dita volava, aveva stile. Dopo un passaggio particolarmente complicato ha dato di gomito a lei, che aveva la testa ormai quasi sul piatto dei dolci, ammiccando come per dire, non sbaglio una nota vedi? Lei gli ha rivolto uno sguardo annebbiato, ma poi ha trovato la forza di sorridere, e gli ha fatto una carezza sul braccio. Lì per lì ho pensato che quello era il vero amore, dopo ho pensato che mi ero bevuto il cervello. Adesso sono indeciso.

Un po’

Posted in La vita in diretta on Dicembre 30, 2008 by trabucco

L’altro giorno c’era questo tizio in casa mia, venuto a completare dei lavori di manutenzione lasciati a metà. Mentre lui procedeva io mi aggiravo per le stanze, senza arte nè parte, e ogni tanto mi mettevo seduto; l’unica cosa che dovevo evitare era ascoltare la musica a volume alto, se no si deconcentrava. A un certo punto, dal nulla, mi ha chiesto che ne pensavo dell’Italia così com’è, e gli ho detto la mia. Lui ha fatto segno di no col martello, è sceso dalla scala, ha interrotto i lavori e mi ha spiegato la sua. “Guarda”, ha detto, “già che siamo alla fine dell’anno, se vogliamo davvero cambiare registro è importante, punto primo: tirare su un muro a Rimini, molto lungo e alto, anzi insuperabile. Punto secondo: cacciare indietro tutte le navi, canotti e imbarcazioni varie di gente che arriva qua dal mare. Questo per la politica estera”, ha detto. “In politica interna, invece, punto terzo: non si può sempre rompere le scatole a polizia e carabinieri. Se un ladro, mettiamo un albanese, ti entra in casa, lo prendi a badilate, lo infili in una valigia anche se non ci sta intero e corri a buttarlo in un fiume, o nella discarica più vicina”. Dopo di che si è rimesso all’opera di buona lena, e in mezz’ora ha fatto pentole e coperchi. Prima di andarsene mi ha detto: “Oh, auguri. E, vabe’, scusa il mio carattere un po’ razzista”.

Esperienze

Posted in La vita in diretta on Dicembre 1, 2008 by trabucco

Ieri, leggendo un libro, ho trovato scritta la parola nocque. Dico la verità, mi ha fatto una certa impressione. Cioè, sapevo che esisteva, come so che esistono i protoni, o le navi sepolte nel triangolo delle Bermude; ma un nocque da vicino non l’avevo mai visto. Mi sono incantato a guardarlo, finchè ho perso il filo della frase e ho dovuto leggerla da capo. Magari mi ero sbagliato, o forse era un refuso, magari volevano scrivere nacque. Invece no, era davvero un nocque, con la o, e anche usato appropriatamente. Non lo so, se ho qualche rotella fuori posto, ma l’ultima volta che c’è stata un’eclissi di sole avevo avuto meno meraviglia.