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Ci sono giorni che uno si prenderebbe a mazzate

Posted in Uncategorized on Agosto 27, 2009 by trabucco

To psic, or not to psic

Posted in Uncategorized on Agosto 26, 2009 by trabucco

La prima stagione di In Treatment mi era piaciuta molto, ma la seconda mi sta entusiasmando. A dire la verità si tratta di un entusiasmo un po’ straziante, ma non vogliamo spaccare il capello. In Treatment è una serie dell’americana HBO, ricalcata su una analoga, Be ‘Tipul, trasmessa dalla tv di Israele. Il protagonista è uno psichiatra (Gabriel Byrne, per capirci quello del Cristoforo Colombo televisivo, o del film I soliti sospetti, dipende da quanti anni avete), e ogni puntata è semplicemente il racconto di una seduta. Quattro pazienti, dal lunedì al giovedì. Il venerdì invece in analisi ci va lo strizzacervelli, e Dio sa se ne ha bisogno. La prima serie è durata nove settimane, la seconda due di meno. Non c’è azione; o meglio, l’azione è concentrata nelle facce degli attori, nei toni delle loro voci (sto guardando la seconda stagione in originale con sottotitoli, grazie a Italian Subs Addicted), nei dialoghi incessanti, dei quali non va sprecata mezza parola. Fatto raro, non ho mai l’impressione di assistere a una cosa scritta, ogni puntata scorre con una naturalezza travolgente. Certo c’è poco da divertirsi, In Treatment è ovviamente il regno delle questioni irrisolte. Stavolta mi sta a cuore soprattutto la vicenda di April, la giovane studentessa malata di cancro. Fragile, scostante, in guerra continua. Ma seguo con una certa ansia anche le confessioni del vecchio manager caduto in disgrazia, o il goffo ragazzino sballottato nel divorzio dei genitori. Ci sarebbe anche una piccola tartaruga, che era stata persa nello studio dello psichiatra e poi recuperata, e di cui non si sa più niente da un paio di settimane. Be’, potrebbe essere l’unica a cui verrà riservato un classico lieto fine.

No limits

Posted in Uncategorized on Agosto 16, 2009 by trabucco

Questa sera, ai mondiali di atletica di Berlino, Usain Bolt ha corso i 100 metri in 9 secondi e 58 centesimi, nuovo pazzesco record del mondo. Poco prima, intervistato nella puntata di “Le 7 vite del rock” dedicata all’heavy metal, in onda su History Channel, Ozzy Osbourne aveva detto che ai tempi dei massimi eccessi suoi e dei Black Sabbath, una volta in mancanza di cocaina si era sniffato una pista di formiche.

Tutti gli anni

Posted in Uncategorized on Luglio 24, 2009 by trabucco

Tutti gli anni, tra luglio e agosto, compro due o tre numeri di Cronaca Vera. Lo faccio perchè mi rigenerano lo spirito, e mi ricordano sempre che la vita, in fondo, non è che una misteriosa burla. Di Cronaca Vera, naturalmente, trovo splendidi i titoli. Solo per citare la copia che ho davanti, “Ha pagato cara la voglia di strafare. Per errore fa “bang” e l’ammazza” (strafare?); oppure “L’urgenza aguzza l’ingegno dell’orco. Si finge gelataio per poterle spogliare“; e anche “Cresce di 40 centimetri in una sola notte! Un siero sperimentale ha trasformato una tappa in una stangona“, in un’alternanza di riquadri colorati di rosso, giallo e nero che personalmente trovo quasi riposanti. E gli articoli non sono neanche scritti con i piedi. La rubrica “Piccola posta”, poi, racconta a volte sublimi devianze come questa: “65enne allegro, senza nessun vizio, con l’hobby della poesia e della musica, cerca una donna allegra, anche invalida, che ha perso ogni speranza” (l’allegria senza speranza dell’invalida, come posso dire, va oltre). Il pregio notevole di Cronaca Vera è che è continuamente a un passo dall’autoparodia, ma non ci casca mai. Ci sarebbe dell’altro, ma non voglio allungare il brodo. Per chiudere, e sfidando il rischio di violazione del copyright, ricopio un pezzo molto bello dall’ultimo numero:

DOPO AVER PERSO, ROBOT-TENNISTA COLPISCE L’AVVERSARIO!

“Quell’affare le ha fatto schizzare fuori il cervello dal cranio”, ha dichiarato il coroner. La ragazza di famiglia molto ricca era stufa di allenarsi con delle macchinette capaci solo di inviare una pallina sempre con la stessa forza e direzione. Aveva, quindi, ordinato ad un gruppo di tecnici giapponesi di costruire un robot capace d’interagire veramente. Le era costato più di un milione di dollari, ma alla fine aveva ottenuto – quello che si dice – un vero avversario. Elaine aveva perso per una settimana di fila contro il bravissimo robot, ma alla fine era riuscita a batterlo. A quel punto, però, il cervello elettronico è andato probabilmente in corto, il possente macchinario si è avvicinato alla poveretta e le ha sferrato un fendente colpendola col bordo della racchetta sulla testa. Ricoverata d’urgenza, è morta subito dopo.

A corredo, c’è anche una foto del robot che smasha.

La più bella

Posted in Uncategorized on Maggio 28, 2009 by trabucco

Per me è sempre stata Occhi di ragazza. Non dico la canzone (che comunque è meravigliosa), dico proprio la ragazza che c’è dentro. Le parole del testo non dicono com’è fatta, ma io me la sono sempre immaginata sui vent’anni, con i capelli un po’ mossi dal vento, le gambe lunghe e lo sguardo di chi ha due linee di febbre. Mi ricordo che da giovane avrei ammazzato Morandi per portargliela via. Poi, vabè, uno cresce.

L’angolo del buonumore

Posted in Uncategorized on Marzo 30, 2009 by trabucco

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(Dal libro fotografico “La Napoli di Bellavista”, di Luciano De Crescenzo. Un volume bellissimo e esilarante. Da consigliare specialmente il lunedì mattina)

C’è trabucco e Trabucco

Posted in Uncategorized on Febbraio 21, 2009 by trabucco

Fino a pochi mesi fa non sapevo che cos’era il trabucco. Anzi, non sapevo che ce n’era più di uno. Grazie alle ipotesi sbagliate di qualche lettore, ho finalmente imparato che il titolo di questo blog non si ispira a una catapulta medievale, nè a una macchina da pesca, e nemmeno (c’è chi ha osato l’inosabile) alla sottomisura della pertica. In effetti, è un nome proprio di killer. Che volete, ognuno ha il suo background.

E non c’è altro da dire su questa faccenda

Posted in Uncategorized on Febbraio 10, 2009 by trabucco

Intermezzo

Posted in Uncategorized on Marzo 27, 2008 by trabucco

In Inghilterra, i bookmakers accettano scommesse sull’eventualità che un Ufo con a bordo Elvis Presley precipiti sulla Terra e caschi in testa al mostro di Lochness. L’impatto è dato 1/20000000.