Archive for the 'Vita di MP' Category

Vita di MP (episodio 4)

Qualche settimana fa MP ha preso il treno per Bologna. Andava a far visita a certi parenti. MP non è un osservatore di panorami, e nemmeno uno dalla chiacchiera facile. Ha trovato uno scompartimento vuoto e, con il basco calato sulla fronte, si è messo a pensare ai fatti suoi. Poco prima della stazione di Castel S. Pietro è entrato nello scompartimento un ragazzo, magro e trafelato, che gli ha chiesto seduta stante venti euro. Gli servivano, ha detto, a comprare delle medicine per una grave malattia che lo stava portando alla tomba. MP, pur sbalordito, ha avuto la presenza di spirito di contrattare e alla fine ne ha tirati fuori quindici. Poi ha calato di nuovo il basco ed è tornato a guardarsi le scarpe.

“Mi ha fregato, vero?”, vuole sapere da me.

“Penso di sì”.

“Non ha neanche specificato la malattia”.

“Eh”.

MP ha la capacità di riflettere con lucidità sui suoi sbagli, finchè non gli appaiono più tali.

“Be’, sai cosa ti dico? Meglio un ladro in salute, che una persona onesta al cimitero”.

Vita di MP (episodio 3)

Davanti a un bicchiere di sangiovese, MP si lascia andare ai ricordi di famiglia. Suo padre che nella primavera del ‘44, poco più che un bambino, saliva e scendeva senza paura dai carri dei soldati come fossero delle giostre. MP dice che dove abitava allora il padre c’erano soprattutto soldati indiani (”indiani dell’India”, precisa). O quando proprio lui, MP, fu bocciato due volte a catechismo, e per fargli prendere la prima comunione sua madre dovette implorare in ginocchio il prete, un uomo arcigno, ma in fondo di buon cuore. La moglie di MP, incoraggiata dal flusso dei racconti, porta sulla tavola un vecchio album di fotografie. Ci sono loro due ragazzini, con il sole negli occhi, e già quasi fidanzati - si conoscono da tanto di quel tempo. MP dice “Eri la più bella di tutte”. La moglie si schermisce e fa una piccola giravolta, come per riandare magicamente al passato. E’ un momento di una tenerezza che disarma. MP la guarda uscire dalla cucina, poi china il capo verso le fotografie.

“Il tempo è devastante”, sussurra roco.

Vita di MP (episodio 2)

Tempo fa hanno presentato a MP un ragazzo. Non ha gambe nè braccia, e vive su una sedia a rotelle che può muovere solo con la bocca, attraverso un tubicino. Però non si compiange, va al cinema, persino ai concerti rock: un trentenne come tanti. Hanno parlato un po’, bevuto un paio di birre, e MP ne ha ricavato l’impressione di un tipo simpatico. Qualche settimana più tardi lo vediamo a una festa di piazza. MP andrebbe anche a salutarlo, ma vuole che sembri un gesto cortese, naturale, non pietistico. Mi chiede un consiglio. “Sii te stesso”, suggerisco. MP scuote lentamente la testa, i miei luoghi comuni non gli sono di aiuto. Infila i pollici nei passanti dei pantaloni e si guarda intorno, aspettando il momento buono. A un certo punto fa per incamminarsi. “Allora, come pensi di regolarti?”, gli domando. MP risponde con noncuranza: “Oh, niente di che. Vado laggiù, e quando passo davanti alla carrozzella mi giro e dico Ehi, come va? Non ti avevo riconosciuto“.

Vita di MP (episodio 1)

MP ha paura delle malattie, una paura insensata e tragicomica. Il dolore più lieve lo fa scattare dal medico, ma può allarmarsi anche per due linee di febbre, o un osso che scricchiola. Chiaramente, il medico è esasperato. L’ultima volta, alla fine dell’ennesimo inutile controllo, è uscito dallo studio, che non è altro che una stanza di casa sua, ed è tornato qualche minuto dopo portando con sè un piatto ovale. Dentro al piatto c’era un grosso branzino. L’ha messo sotto al naso di MP e ha sentenziato: “Tu sei così”. MP era sorpreso, il medico occupato a reggere il piatto, e si sono salutati senza stringersi la mano. MP mi racconta tutto questo con un sorriso soddisfatto: “Ha voluto farmi capire che sono sano come un pesce”. Io gli rispondo soprapensiero: “Sì, ma il pesce era morto”. Lui si rabbuia. Ci pensa su qualche secondo, poi mi guarda fisso e dice: “Però non è giusto che mi rompi i coglioni”.